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L’ATTACCO CHIMICO

L’ATTACCO CHIMICO

La forma più comune della classificazione delle  armi chimiche è quella che si basa sugli effetti provocati sull’organismo per questo motivo imputare i decessi a seguito del presunto bombardamento siriano al Gas Sarin è quanto di più improbabile ed inesatto si possa sostenere.

Il gas Sarin è un agente nervino, può essere liquido od aeriforme ed è incolore ed inodore.

Non ha persistenza nell’aria e si dissolve  rapidamente a seconda delle condizioni meteo.

Le dosi letali vanno considerate tra 100 LCt 50 (11) e  1700 LD 50 (12) quindi siamo di fronte a diversi tipi di composti che si utilizzano a seconda delle circostanze di attacco e di distribuzione aerea in considerazione, come già detto delle condizioni meteo al momento dell’azione.

L’assorbimento del Gas Sarin avviene esclusivamente per inalazione e per contatto con la pelle, chiaramente l’inalazione agisce direttamente sull’apparato respiratorio mentre il contatto con la pelle ha un percorso di avvelenamento più articolato.

La velocità d’azione del gas Sarin è rapidissima per inalazione con effetti inabilitanti da 1 a 10 minuti a seconda della quantità inalata, ma in ogni caso anche con la quantità minima letale non si va oltre i 9\10 minuti anche se trattati da interventi medici. L’effetto letale seguendo la medesima dinamica  delle quantità inalate varia tra i 2 ed i 15 minuti l’intervento medico riesce soltanto a rallentare di poco l’azione letale.

Il Sarin non può essere maneggiato e disperso nell’ambiente con facilità, può, quindi essere disperso attraverso munizioni speciali che creano delle nubi, si tratta di attrezzature militari che per essere costruite e utilizzate richiedono notevoli abilità tecniche come ad esempio la scelta delle cariche destinate a far esplodere i proiettili, che se sono troppo deboli non disperdono sufficientemente l’agente e se sono troppo forti lo distruggono.

Altro mezzo di dispersione nell’atmosfera sono attrezzature spray, che producono nuvole di aerosol, gli spruzzatori possono essere collocati su aerei, navi e camion.

Occorre tener presente che è sempre molto difficile ottenere la giusta concentrazione di gas finalizzata al raggiungimento della dose letale e contestualmente riuscire a mantenerla per il tempo necessario a farla inalare oppure a farla entrare in contatto con gli ipotetici bersagli.

Come precedentemente descritto vanno sempre considerate le condizioni atmosferiche (velocità del vento, intensità della pioggia e grado di incidenza della luce solare con le relative temperature e le loro possibili variazioni, oltre alle barriere architettoniche ed ambientali (altezza  e collocazione degli edifici nei confronti dei bersagli e naturalmente anche degli alberi qualora ve ne fossero).

Per portare un attacco su media e larga scala in un area aperta e libera da barriere  e con condizioni meteo standard occorrono in ogni caso enormi quantità di gas le stime in scala su fonte USA PENTAGONO parlano di 25 kg di Sarin necessarie per uccidere 50 persone solo se colpite direttamente dal gas e quindi se hanno inalato ed avuto un contatto sulla pelle, per uccidere 500 persone ne servano minimo 100 kg e per ucciderne 10.000 almeno 1000 kg.

Sempre su fonte PENTAGONO si possono ipotizzare le percentuali di morti causate da gas Nervino sia da dispersione con munizioni che con attrezzature spray.

Dispersioni da munizioni raggio dell’esplosione  di 150 metri  morti possibili 28% delle persone esposte , da 500 metri 12%, 1000 metri 3%.

Dispersione da spray 150 metri mori possibili 40%, 500 metri 30%, 1000  metri 20%.

Per procedere ad un esempio che chiarisca meglio le condizioni di mortalità dall’esposizione al Gas Sarin portiamo il caso di una realtà militare.

La testata di un missile Scud caricata con 300 kg di Sarin con una densità di 70 milligrammi per metro cubo potrebbe contaminare un area di 220 metri quadrati  ed uccidere dalle 60 alle 200 persone stimando che la zona abbia dai 3 ai 10000 abitanti per kq.

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Nel caso in cui un aereo sparga in forma spray 1000 kg di gas Nervino con una brezza leggera in una giornata di sole l’area contaminata dal gas sarebbe di 740 metri quadri circa e le persone uccise tra le 300 e le 700.

In un giorno o una notte nuvolosa con vento le persone uccise sarebbero tra le 400 e le 800.

Come possiamo vedere le variabili sono molteplici, ma da queste indicazioni possiamo escludere che si sia trattato di un bombardamento con Gas Nervino.

Appare invece verosimile che il bombardamento convenzionale sia avvenuto su un deposito a terra di gas asfissianti che uccidono distruggendo il tessuto polmonare e quello delle vie respiratorie.

I sintomi sono quelli della sensazione di soffocamento come abbiamo visto nelle vittime siriane, bruciore alla gola ,vomito e respiro frequente come per un annegamento a secco.

Si muore per edema polmonare ed asfissia. Non esistono antidoti.

L’agente utilizzato in Siria potrebbe essere la Cloropicrina, si presenta come liquido oleoso incolore e con odore dolciastro pungente (ecco perché le vittime venivano lavate con getti d’acqua per togliere l’agente dal corpo) il prodotto chimico non persiste nell’aria, viene assorbito per inalazione, la dose letale si stima in  2000 LCt 50. Gli effetti letali avvengono dopo una fitta lacrimazione e si muore in 10 minuti.

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