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In Turchia la leadership di Erdogan è sotto attacco

In Turchia la leadership di Erdogan è sotto attacco

Che la scena politica turca si stesse frammentando, soprattutto per quel che concerne la compagine che fa riferimento al partito del presidente Erdogan, l’Akp era evidente da mesi: nel corso di poco tempo due ex membri del partito, Ali Babacan e Ahmet Davutoglu, hanno fondato due partiti distinti, che sono entrati in competizione con l’Akp, contendendogli la base elettorale.

Ali Babacan, economista di fama, è il leader del Partito Democratico e del Progresso (DEVA) e in passato è stato ministro degli Affari esteri ed Economia, ha lasciato l’AKP a luglio dell’anno scorso dopo aver delineato una serie di differenze e disaccordi con il governo al potere in merito allo stato di diritto, alla democrazia e alle sue politiche economiche.

Ahmet Davutoglu, ex premier, ha fondato il Partito del Futuro, ha lasciato il partito in cui militava per problemi con la dirigenza, secondo ben informati era preoccupato per la deriva autoritaria intrapresa da Erdogan. Il suo partito ad oggi però non sembra impensierire il sultano.
Un’altra storia è invece Babacan e il suo partito. Babacan è stato considerato uno dei maggiori artefici della crescita economica che la Turchia ha conosciuto una decina di anni fa. In secondo luogo, egli può contare su una considerazione all’estero che a altri leader, anche quelli dissidenti, manca, soprattutto nelle istituzioni e nei salotti buoni della finanza internazionale, dove l’economista è da sempre molto stimato.

In Turchia intanto sono iniziate le scaramucce tra Babacan e Recep Tayyip Erdogan, che anche in passato non si sono risparmiati negli attacchi. Nelle ultime ore hanno destato interesse le dichiarazioni fatte da Ali Babacan durante un’intervista, secondo tali affermazioni il presidente turco Erdogan non rimarrà al potere dopo il 2023.
Secondo il leader della DEVA ovviamente in Turchia non ci saranno elezioni anticipate, soprattutto perché il presidente in carica, non sarebbe disposto a rinunciare al potere aprendo la contesa elettorale. Questo in linea con la politica erdoganiana di accentramento dei poteri nelle sue mani e della costruzione della sua personalità politica.

Nel corso dell’intervista Babacan ha criticato le politiche economiche e politiche di Erdogan. Ha sottolineato che le risorse finanziarie della Turchia si stanno esaurendo, anche a causa della pesante situazione sanitaria che sta vivendo il paese. Per ordine di Erdogan la banca centrale ha fatto ricorso alla stampa di valuta nel tentativo di stabilizzare l’economia, ma questa misura potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, vista la pesante situazione economica turca e l’elevato tasso di inflazione che colpisce il suo sistema economico, in maniera ormai persistente.

Ovviamente ancora è troppo presto per giungere a delle conclusioni, ciò che pare preannunciarsi è una battaglia per il potere, nella quale il sultano potrebbe perdere quello che ha costruito negli ultimi venti anni.

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Emanuela Locci

Fonte: https://www.groi.eu/WYaFF

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