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Gli Emirati Arabi Uniti ricostruiscono le chiese distrutte dall’Isis in Iraq

Gli Emirati Arabi Uniti ricostruiscono le chiese distrutte dall’Isis in Iraq

Come sappiamo il passaggio dell’Isis in Medio Oriente ha provocato danni e distruzione alle persone e al patrimonio culturale dei Paesi colpiti. Uno dei paesi più colpiti è l’Iraq, dove le rovine della città vecchia di Mossul rendono perfettamente l’idea della forza devastatrice del sedicente stato islamico.

Abu Dhabi interviene in questa situazione e anche quest’anno rinnova una partnership con l’agenzia delle Nazioni Unite per il patrimonio culturale, l’Unesco, per ripristinare il patrimonio distrutto dall’Isis. Gli Emirati Arabi Uniti concentreranno i loro sforzi finanziari nella ricostruzione di due chiese cristiane. Le due chiese in questione erano state distrutte dai militanti Isis durante la battaglia per la città irachena settentrionale che si è conclusa nel dicembre 2017.

Gli Emirati Arabi Uniti sosterranno la ricostruzione della chiesa di Al Tahera, risalente a 800 anni fa, e il restauro della chiesa di Al Saa’a. Soprattutto la prima chiesa è stata per tanti anni il simbolo della fratellanza e della pacifica convivenza in terra irachena. Infatti, nelle scuole ad essa collegata sono stati numerosissimi negli anni gli alunni che si sono formati indipendentemente dalla fede professata. Questa sua caratteristica peculiare ne ha fatto un bersaglio perfetto per i miliziani Isis che l’hanno rasa al suolo.

L’annuncio della ricostruzione delle chiese, che aiuta la comunità cristiana era stato dato nel 2018, e quest’anno gli sforzi per ricostruire anche l’antico spirito multiconfessionale della città irachena.

Oltre questi siti, il Ministero della Cultura emiratino sta finanziando in collaborazione con l’Unesco, la ricostruzione della Moschea Al Nuri e del suo minareto Al Hadba, luogo da dove il leader dell’Isis Abu Bakr Al Baghdadi nel 2014 aveva annunciato la fondazione del califfato in Iraq e Siria.

Il programma Unesco non è limitato ai siti musulmani: include le due chiese, un tempio Yazidi e la biblioteca centrale dell’Università di Mosul.

Noura Al Kaabi, Ministro della Cultura e dello Sviluppo della Conoscenza che ha firmato l’accordo si è detta onorata a nome del suo Paese di aver contribuito insieme all’Unesco ad aver ricostruito Mossul, ma ancora di più di aver collaborato alla rinascita dello spirito di convivenza e coesione sociale che ha sempre caratterizzato la città medio orientale.

Emanuela Locci

Fonte: https://www.groi.eu/xFMaL

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