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SIRTE

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Il recente attacco alle porte di Sirte in Libia conclusosi per ora con una parziale vittoria di Al Sarraj ha visto nella realtà scendere in campo a fianco dei soldati libici, numerosi commandos  di truppe speciali europee.

Nel dettaglio sono intervenuti reparti di Elite militari francesi, inglesi, americani ed italiani.

Le operazioni sono considerate di “Intelligence Attivo “ e gestite con la massima riservatezza e coperte dal segreto di Stato dai vari paesi coinvolti.

Nel caso di specie attendibili fonti locali indicano che le forze speciali francesi da tempo schierate in Libia sotto copertura nell’Area di Tobruk sono intervenute nella battaglia di Sirte con uccisione mirate e chirurgiche al fine di tagliare la linea logistica di rifornimento dello Stato Islamico.

Sono stati usati dai francesi appositi sistemi d’armi molto sofisticati con mortai trasportabili a puntamento telematico con designatore sul terreno; le azioni sono tutte andate a buon fine isolando sul lato orientale di Sirte gli uomini del Califfato.

La stampa internazionale non parla dell’intervento francese per chiari motivi di riservatezza, ma il lavoro più incisivo in questa fase  è chiaro che è stato fatto dai francesi che hanno ridotto al minimo la capacità di fuoco degli uomini del califfato.

L’intelligence americana ha fini ad ora operato con caccia da ricognizione e nella fase successiva ed operativa una volta acquisite le giuste informAzioni con Droni a pilotaggio remoto.

Predator armati  con missili a guida laser AGM – 114RS HELLFIRE II di fabbricazione statunitense.

Il pilotaggio remoto americano è gestito direttamente dalla CIA  le operation rooms sono basate nel vecchio aeroporto militare  di Sigonella in Sicilia Italia, in un’area apparentemente dismessa ma ancora utilizzata in forma anonima dall’intelligence americana come location per la logistica delle operazioni in Nord Africa.

Sul territorio libico gli Special Forces americani ed italiani sono invece insediati nell’area compresa tra Harawa, Nufaliya, Bin Jawade  ed Ajdabiya a metà strada tra Bengasi e Tripoli verso i campi petroliferi.

Gli uomini Usa e italiani vestono abiti borghesi tanto da confondersi con disinvoltura con una delle tante milizie  libiche che operano nella zona.

Sono equipaggiati con fucili d’assalto  Colt M4 perfetti per l’elitrasporto e Colt M16, per le armi da fianco utilizzano prevalentemente pistole semiautomatiche Glock 19 e 17 cal. 9×21 e cal.40 di fabbricazione austriaca.

I fucili sono predisposti anche al lancio di granate con sistema di puntamento laser.

Gli americani provengono dai Rangers dei Marines e dai Navy  Seals e sono scelti per le loro caratteristiche particolarmente adatte alla guerriglia urbana dove preparazione fisica e tecnica sono fondamentali.

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Gli Italiani invece provengono dagli alpini paracadutisti, dal reparto Col Moschin e dagli incursori della Marina Militare COMSUBIN – GOI  e sono inquadrati nell’organico del TF 45 unità militare segreta che opera da anni nelle missioni cosiddette fantasma, utilizzano gli stessi armamenti individuali degli americani.

Il TF 45 nella riconquista di Sirte stà operando prevalentemente nella preparazione degli scontri urbani e nel controllo dell’area portuale.

L’intelligence inglese stà invece utilizzando gli uomini della S.A.S.  e della S.O.C.  con incursioni aeree e bombardamenti mirati. Sul terreno utilizza unità di bonifica quartieri che sono penetrate nella periferia di Sirte, grazie anche all’utilizzo di esperti Snipers equipaggiati con fucili di precisione M200 ONEY TAC e BARRET M 95 calibro 50 (12.7 mm).

 

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